sabato 9 agosto 2025

 


SINOSSI

Gaza, un’alba come tante.

Il profumo del pane appena sfornato si mescola al dolce del tè alla menta, mentre la piccola Malak si sveglia tra le voci della sua famiglia. Ha quasi quindici anni, ma negli occhi conserva ancora i colori dell’infanzia: i disegni di Samir, le risate di Hani, il calore della madre, le storie del padre. In un quartiere di macerie e di speranza, tra le crepe dei muri e quelle dell’anima, Malak cresce. E sogna. Sogna la scuola, il mare, la pace.

Ma in un mondo in cui la guerra non chiede permesso, anche l’infanzia è una terra che può essere occupata.

Il “morso” arriva lentamente, come quello di una murena che non molla la presa: prima il lutto del 2014, poi l’orrore del 2023. Uno dopo l’altro, i suoi affetti vengono portati via. La sua casa non è più rifugio, ma trincea. La sua voce non è più ascoltata, ma scritta nel diario che stringe ogni sera al petto.

Questo non è solo il racconto di una bambina palestinese.

È un grido silenzioso. È il ricordo di chi non ha avuto il tempo di diventare grande. È il ritratto poetico e struggente di una vita vissuta ai margini della storia, tra la bellezza della resistenza quotidiana e la brutalità di un mondo che troppo spesso volta lo sguardo.

“Il morso della murena” è una narrazione intensa, lucida, profondamente umana. Una discesa lenta e inesorabile nella perdita, ma anche un atto d’amore verso ciò che rimane: la memoria.

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